domenica 20 febbraio 2011

THE KING OF PARACULS

Notizia dell'ultima ora: Ranieri non è più l'allenatore della Roma. E dov'è la notizia? Tanto lo si sapeva, era nell'aria. E per chi ha seguito il suo percorso professionale era ancora più prevedibile.
Sir Claudio inizia la sua carriera da allenatore nel 1986 con il Vigor Lamezia. Due anni più tardi approda al Cagliari, una cavalcata dalla Serie C alla A; passa poi al Napoli portandolo al quarto posto. Esonerato finisce in serie B con la Fiorentina e in pochi anni la riporta nell'élite del calcio. Inizia allora la sua agrodolce avventura spagnola che gli consente di togliersi varie soddisfazioni (tra cui una Coppa del Re) alla guida del Valencia, poi nel 2000 subisce l'esonero quando è all'Atletico Madrid. Dal 2001 al 2004 è al Chelsea, non vince nulla però porta la squadra di Londra al secondo posto e ad una storica semifinale di Champions League. Segue nuovamente l'esperienza nel Valencia, stavolta fallimentare (escludendo la vittoria della Supercoppa Europea). Poi verrà il Parma, che porterà alla salvezza, la Juve e la Roma, con cui non otterrà successi.
Analizzando i risultati conseguiti nella sua esperienza di allenatore credo si possa tranquillamente dire che Ranieri è un buon allenatore. Punto. E invece purtroppo la sua spocchia è spesso andata oltre il suo potenziale (e i suoi risultati) con l'evidente incongruenza di trovarsi di fronte a grandi proclami, non seguiti però quasi mai da fatti concreti.
Certo va detto che l'allenatore testaccino poche volte si è trovato ad avere una formazione, sulla carta, di alto livello; e però vero anche che le occasioni per poter salire di grado come allenatore le ha praticamente toppate tutte. Il primo Chelsea di Abramovich era sicuramente una squadra nuova che necessitava di tempo per assimilare il brusco impatto economico del magnate russo. E' evidente però che, a fronte di un'investimento di oltre 100 milioni di sterline, che portò all'arrivo fra gli altri di Makelele, Duff, Joe Cole, Crespo, Mutu e Veron, ci si poteva aspettare qualcosina in più dal tecnico nostrano. Ma concediamogli l'attenuante del primo anno, comunque positivo. Non avremo mai la controprova se l'anno successivo avrebbe finalmente ottenuto successo. Di fatto Mourinho nel 2005 portò il Chelsea ad uno storico titolo, mentre Ranieri fallì con un Valencia costruito a sua misura (fece acquistare Corradi, Di vaio e Moretti).
Fu poi bravo a portare un Parma in crisi alla salvezza. Poi purtroppo lo acquistò la Juventus.
Fece subito sentire la sua presenza monopolizzando le scelte nella campagna acquisti: arrivarono Thiago e Almiron, che sulla carta avrebbero dovuto rivitalizzare il centrocampo bianconero, ma che si rivelarono acquisti inutili svenduti per poche noccioline. Si guardò comunque positivamente al terzo posto conseguito con la "neopromossa". 
L'anno dopo arrivarono Amauri e Poulsen, quest'ultimo preferito a Xabi Alonso. Si, avete capito bene. Non è che lo spagnolo costasse troppo (al massimo 5 milioni di euro in più) , è che Ranieri fece una scelta tecnico-tattica incomprensibile. 
Risultato: esonero alla penultima giornata quando rischiava di non entrare nemmeno in Champions. La Juve prese Ferrara e fece peggio di lui. Ranieri ne approfittò bassamente per attaccare la scelta di esonerarlo da parte della dirigenza, fregiandosi del fatto che, lo stesso anno, portò la Roma ad un gran secondo posto con scudetto sfiorato. 
Quest'anno, invece, tanti bassi e pochi alti. Lascia una Roma all'ottavo posto, quasi fuori dalla Champions e uno spogliatoio pieno di grane (su tutti Adriano,che a dire il vero non c'è proprio nello spogliatoio, Totti e Pizarro). Stavolta però è stato più furbo lui: come al solito ha deluso quando c'era da fare il salto di qualità e portare la squadra alla vittoria, ma diversamente da prima se n'è andato lui: almeno non si è fatto cacciare. 
Si è sempre impettito di fronte a persone più blasonate di lui (vedi Mourinho, Blanc e la stessa dirigenza della Roma) senza mai mostrare la sua presunta superiorità sul campo. Lascia la Roma con una dichiarazione degna del suo palmarés mediatico: "Ho sempre pensato al bene della Roma, lascio per darvi una scossa". King of Paraculs.
Mi auguro per la società giallorossa che non si riveli uno iettatore, come ebbe a millantare in una sua recente dichiarazione: " Chi viene dopo di me fa sempre peggio". Tiè!
Ognuno sia libero di pensarla come vuole, per me Ranieri resta un allenatore da compitino, pure bravo nello svolgerlo, ma che non sarà mai un vincente.

Bob Harris

3 commenti:

  1. credo che in questo post ci sia un pò troppo astio nei confronti di ranieri.secondo me colui che lo ha scritto non aspettava altro che queste dimissioni per parlare di lui in questo modo;alla fine è un buon allenatore,non ha mai avuto la squadra più forte di tutte.dici purtroppo quando parli di ranieri alla juve:bè ha fatto il doppio miracolo de portarla in champions 2 volte.

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  2. Rispetto la tua opinione,che secondo me non è tanto diversa dalla mia. Più che astio direi che il post è connotato da molta ironia.E' il mio stile ad essere molto "spigoloso"(se leggi il post precedente Mannaggia al baseball style vdrai che è molto simile) ,con Ranieri nulla di personale. Per quanto riguarda il momento, non ho aspettato solo per dargli addosso, ho voluto fare un post di commento a una notizia appena uscita. Grazie comunque.

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  3. Sul mercato è veramente indifendibile (anche se al Chelsea fu lui a portare Cech e Robben)...
    Però secondo me con uno spogliatoio più unito e più serio avrebbe potuto fare molto meglio, visto che ad oggi la Roma non ha una società in grado di imporsi.
    Per me dovevano essere i leader ad appoggiarlo, mentre Totti per primo ha creato problemi in questi mesi...
    Ranieri comunque è troppo "signore" per il calcio di oggi, per imporsi rispetto a chi ha più personalità di lui.
    Siamo d'accordo, è un buon allenatore.

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