venerdì 25 febbraio 2011

"BOARDWALK EMPIRE": QUANDO IL SERIAL DIVENTA CINEMA

 «Tutti dobbiamo decidere prima o poi quanti e quali peccati sopportare»

Martin Scorsese. Qualsiasi prodotto cinematografico o televisivo, già solo per il fatto di vedersi accostato questo nome, di per sé suscita grande curiosità e attesa. Se poi tale prodotto è di qualità eccelsa e gode di grande pubblicità il successo diventa quasi matematico. 
Per "Boardwalk Empire" la consacrazione è avvenuta con la vittoria del Golden Globe come miglior serie drammatica (strappandola ad un'altra grande serie:"The Walking Dead") , oltre a quella di Steve Buscemi come miglior attore. 
La prima stagione, prodotta da Martin Scorsese e da Mark Whalberg, si compone di 12 episodi, che in USA sono stati trasmessi a partire da settembre 2010 e da noi a partire dal gennaio di quest'anno. 
Il plot, che prende spunto dal saggio "Boardwalk Empire: The Birth, High Times, and Corruption of Atlantic Citydi Nelson Johnson, narra le vicende di Enoch "Nucky" Thompson, politico corrotto che si avvia a diventare uno dei più grandi gangster americani.
Siamo nel 1920, il Proibizionismo domina e la malavita sfrutta la situazione creando un commercio di alcolici illegali. 
L'America puritana e conservatrice è lo scenario in cui si muovono i personaggi della serie fra i quali, oltre al già citato Nucky, troviamo Jimmy Darmody, protetto di Thompson e suo fedele uomo, Margaret Shroeder, suffragetta e amante del politico de Eli Thompson, Fratello di Enoch e sceriffo di Atlantic City. A cercare di fermare lo strapotere di Thompson si metterà il detective Van Alden, uomo che ben incarna il malato spirito puritano americano. Ad essi si affiancheranno, nel corso della serie, personaggi realmente esistiti come Al Capone, Lucky LucianoArnold Rothstein.
Da alcuni anni i serial americani hanno raggiunto un livello qualitativo tale da poter quasi competere con un film. Molti quando uscì "Lost" gridarono al miracolo e la giudicarono una serie cinematografica in tutto e per tutto (un fenomeno simile si è avuto in Italia con la serie "Romanzo Criminale".
Ecco "Lost" è un buon prodotto, che però contiene al suo interno tutti i difetti tipici di una serie tv: durata eccessiva, cast di qualità media (anche se in questo caso medio-alta), incongruenze e lacune di sceneggiatura. Diversamente "Boardwalk Empire" risulta essere, almeno riguardo a questa prima stagione, impeccabile.
Oltre a una campagna pubblicitaria e una produzione degna dei migliori film (oltre 60 milioni di dollari), può contare su un cast di livello mondiale con attori come Steve Buscemi, Michael Pitt, Kelly MacDonald (ve la ricordate? E' la Diane di "Trainspotting"), Stephen Graham e Michael Shannon. Tutti attori divenuti celebri al cinema e, successivamente prestati ai serial. Ciò in totale controtendenza rispetto al passato, in cui erano le serie tv a far emergere attori che poi avrebbero ottenuto successo cinematografico. 
Aggiungiamoci poi che il pilot è stato diretto da Martin Scorsese (la sua impronta risulta evidente riguardo ai movimenti di macchina: cura dei dettagli, carrellate laterali e montaggio stile "Padrino" verso la fine della puntata).
Parlando della sceneggiatura non posso che confermare quanto detto fin'ora sulla qualità del prodotto.
I personaggi risultano tutti ben caratterizzati e, cosa rara in una serie tv, presentano molteplici sfumature psicologiche, tant'è che a fine serie non è ancora possibile inquadrarli in un tipo e si ha la sensazione che nel proseguo della trama possano agire in qualsiasi modo. 
Fra i più riusciti annovero senza dubbio Margaret Schroeder, donna virtuosa e composta, fiera ed orgogliosa, in bilico fra l'essere portatrice di valori puritani/cristiani e lo sfruttare il lato femminile e seducente per farsi rapire dal potere (rappresentato da Enoch, che diventerà suo amante).
Altro personaggio riuscito è  Jimmy Darmody: feroce e risoluto quando si tratta di uccidere, sa essere anche molto tenero e romantico nel rapportarsi con le donne con cui instaura relazioni (la moglie e la prostituta), con il figlio e, soprattutto nella sua ricerca di un amore paterno, difficile da trovare in un mondo cinico e spietato come quello della malavita. 
Lascio per ultima la figura di Nucky: Buscemi riesce a regalarci un villain di tutto rispetto, che va oltre la classica tipizzazione del gangster. Uomo dedito ai piaceri della vita, Nucky si rivela, inaspettatamente, grande mediatore e stratega. Sorretto da una personalità senza scrupoli, assetato cronico di potere, mostra di avere anche slanci di generosità sincera e colpisce per l'onestà intellettuale nel prendersi le sue responsabilità. 
Uomo dal passato tribolato, porta i segni del dolore e della perdita, che gli conferiscono un'aria malinconica, magistralmente restituita da Buscemi, attore da sempre considerato secondario, tendenzialmente comico, se non grottesco, e qui chiamato a reggere il peso di un personaggio fondamentale, attorno al quale ruotano le vicende dell'intera serie.
Potrei stare qui a citare, personaggio per personaggio, ogni prova attoriale, ma finirei per scrivere un post lunghissimo. Perciò basti dire che anche i ruoli secondari sono molto ben interpretati.
Per quanto riguarda la trama, essa risulta essere molto accattivante: oltre all'ambientazione, riprodotta in modo magistrale a livello di scenografie e riferimenti storici (vedi il Ku Klux Clan e le battaglie fra nani), colpisce anche il ritmo con cui si susseguono gli eventi, per cui si alternano scene di vita domestica e quotidiana a improvvisi atti di violenza. Tutto ciò contribuisce a creare un mondo vivo e pulsante, all'interno del quale prendono vita le vicende narrate.
Tema centrale dell'opera è il peccato: assistiamo alla lenta corruzione morale dei protagonisti, che alla fine della prima stagione ne escono più "peccatori" di quanto non lo fossero all'inizio.
Molta è la curiosità sull'evolversi delle vicende della serie e v'è grande attesa per la seconda stagione, ad oggi in fase di produzione. Non mi resta che consigliarvi di vedere al più presto questa prima stagione di "Boardwalk Empire", vi piacerà, garantito. D'altronde le storie di gangster non sono sempre piaciute?

Habemus Judicium:
Bob Harris

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